Sperimentare, condividere, partecipare. Queste sono le parole chiave della prima storica giornata di autogestione dei nostri Licei Alle Stimate. Mercoledì 1° aprile gli studenti hanno vissuto un’esperienza di gestione autonoma, per mettere al centro la loro idea di scuola: i rappresentanti degli studenti hanno organizzato conferenze, dibattiti, attività laboratoriali e sportive rivolte a tutti gli alunni liceali, insieme attori e registi della giornata scolastica.
Di seguito il racconto della giornata, dalla voce dei ragazzi del comitato studentesco.
“Come rappresentanti d’istituto, sentiamo il bisogno di raccontare questa esperienza a caldo, perché per noi non è stata solo un’attività scolastica, ma qualcosa di molto più significativo.
Questa è stata la prima autogestione nella storia della nostra scuola. Proprio per questo, il percorso che ci ha portati a realizzarla è stato complesso: non avevamo modelli da seguire, né esperienze precedenti su cui basarci. Siamo partiti da zero, con entusiasmo ma anche con il timore di non riuscire a portare a termine qualcosa di così grande.
La fase organizzativa è stata sicuramente la più impegnativa. Coinvolgere 21 classi (8 del biennio e 13 del triennio) ha richiesto un lavoro costante: siamo passati classe per classe per raccogliere adesioni, aggiornando continuamente documenti e liste che cambiavano di giorno in giorno. Coordinare tante attività diverse, gestire i nominativi e tenere insieme esigenze differenti è stato spesso complicato e, a tratti, anche stressante.
Eppure, proprio in questa difficoltà abbiamo imparato il valore della collaborazione: dividerci i compiti, confrontarci, trovare soluzioni e portare avanti insieme un progetto comune.
Il risultato è stato un programma ricco e vario: conferenze su temi attuali e formativi (dal viaggio di volontariato in Tanzania al valore dell’anno all’estero, dal mental coaching all’economia), attività sportive, laboratori come la creazione di una startup e un’escape room scientifica, momenti di riflessione come il film con dibattito, e anche attività più specifiche per il triennio come yoga e senologia. Un aspetto particolarmente significativo è stato il coinvolgimento diretto degli studenti, che in alcuni casi sono stati loro stessi a tenere le attività e le conferenze, mettendosi in gioco in prima persona.
Abbiamo inoltre organizzato un banchetto che è stato un vero momento di collaborazione tra tutte le classi: ogni classe aveva il compito di portare qualcosa di specifico, così da riuscire ad avere cibo per tutti. È stato bello vedere come ognuno abbia contribuito concretamente, partecipando non solo alle attività, ma anche all’organizzazione stessa dell’evento.
La soddisfazione più grande è arrivata il giorno dell’autogestione: vedere tutto funzionare, forse anche meglio di quanto immaginassimo, ci ha fatto capire che il lavoro svolto aveva davvero un senso. Non è stata solo un’esperienza diversa, ma un modo nuovo di vivere la scuola: più partecipato, più attivo, più nostro.
Oggi possiamo dire di essere orgogliosi di ciò che siamo riusciti a costruire. Non solo perché è stata la prima autogestione della scuola, ma perché, nonostante le difficoltà, siamo riusciti a trasformare un’idea in qualcosa di concreto, condiviso e significativo.
Ringraziamo per questo il direttore padre Simone Piacentini e il preside prof. Umberto Fasol, per il sostegno e l’opportunità.
È stata un’esperienza che porteremo con noi con la speranza che sia stata solo la prima di tante.”
Giulia Recchia, Marco Iuticone, Giulia Gaburro, Lodovico Ferroli, Francesco Antonini, Sara Fasol
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